La Legge 40 del 2004 consente l'accesso alla PMA solo a coppie eterosessuali, maggiorenni, coniugate o conviventi. Donne single e coppie di donne sono escluse per legge, indipendentemente dalla loro condizione e dal loro progetto di vita.

Chi può permetterselo va all'estero. Chi non può resta esclusa.

Le tappe del cambiamento

Una legge già cambiata,
ma non abbastanza

La Legge 40 nasce come una norma fortemente restrittiva. Nel tempo, molte delle sue parti più rigide sono state cancellate o corrette grazie ai ricorsi dei cittadini, al lavoro di associazioni e avvocati, e agli interventi della Corte costituzionale.

  1. Sentenza n. 151

    Superato il limite dei tre embrioni

    Cade l'obbligo di creare al massimo tre embrioni e di impiantarli tutti contemporaneamente. Il medico torna a poter valutare caso per caso, con la salute della donna al centro. Si apre anche alla crioconservazione degli embrioni quando necessaria.

  2. Sentenza n. 162

    Sì alla fecondazione eterologa

    Cade il divieto assoluto di fecondazione eterologa. Fino a quel momento, molte coppie erano costrette ad andare all'estero per poter accedere a queste tecniche.

  3. Sentenza n. 96

    Diagnosi preimpianto per chi ne ha bisogno

    Cancellato il divieto di accesso alla PMA e alla diagnosi genetica preimpianto per le coppie fertili portatrici di gravi malattie genetiche trasmissibili.

  4. Sentenza n. 68

    Due madri riconosciute dalla nascita

    La Corte costituzionale riconosce il diritto dei figli nati da PMA all'interno di un progetto genitoriale condiviso tra due donne a essere riconosciuti fin dalla nascita da entrambe le madri.

  5. Sentenza n. 69

    Nessun ostacolo costituzionale

    La Corte ribadisce che non esistono ostacoli costituzionali a un'estensione dell'accesso alla PMA a donne single e coppie di donne da parte del Parlamento.

Questi passaggi mostrano una cosa chiara: la Legge 40 non è immobile. È già cambiata, più volte, perché la realtà delle persone ha reso evidenti le sue contraddizioni e discriminazioni.

Eppure un punto resta ancora aperto

L'articolo 5 continua a escludere donne single e coppie di donne dall'accesso alla PMA in Italia. Una discriminazione che oggi non ha più giustificazioni e che continua a produrre disuguaglianze concrete.

La nostra strada

Andare oltre l'inerzia

Nonostante le decisioni della Corte costituzionale e le sollecitazioni della società civile — come la petizione sottoscritta da decine di migliaia di persone — il Parlamento è rimasto fermo.

Mobilitazione dal basso

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