L'ingiustizia della Legge 40:
un limite oltre il tempo

Oggi, diventare madri in Italia dipende dal proprio stato civile o dall'orientamento sessuale. Se sei una donna single o sei in una coppia di donne, la legge ti ignora.

Questa discriminazione non è più tollerabile.

La genitorialità non deve essere un privilegio riservato solo a chi ha i mezzi economici per affrontare costosi e faticosi viaggi all'estero. Il desiderio di famiglia non può avere confini, né classi sociali.

Chi resta fuori?

L'Articolo 5 della Legge 40/2004
esclude diverse persone

L'attuale normativa impone un limite ideologico che nega la realtà della nostra società. Ecco chi viene discriminato oggi.

Persone single

Una donna single non può accedere alla PMA in Italia, anche se economicamente e psicologicamente pronta a diventare madre.

Coppie dello stesso sesso

Le coppie di donne sono escluse dalla PMA, costrette a viaggiare all'estero per realizzare il desiderio di genitorialità.

Chi non può permetterselo

Solo chi ha le risorse economiche per viaggi e cure all'estero riesce ad accedere alla PMA. Le altre restano indietro.

La nostra posizione

«Non è accettabile che lo Stato decida chi ha il diritto di amare e di accudire.»

La scienza è a disposizione di tutti, ma la legge italiana la riserva a pochi.

La nostra battaglia

PMA per Tutte

L'Associazione Luca Coscioni si batte per rimuovere gli ostacoli legali che impediscono la piena libertà riproduttiva. Vogliamo che la PMA sia accessibile a ogni donna, garantendo:

Uguaglianza

Fine delle distinzioni basate sull'orientamento sessuale o sullo stato civile.

Dignità

Basta "viaggi della speranza" all'estero. Il percorso deve iniziare e concludersi nel proprio Paese.

Libertà

Ogni persona deve essere libera di autodeterminare la propria genitorialità.

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