Persone single
Una donna single non può accedere alla PMA in Italia, anche se economicamente e psicologicamente pronta a diventare madre.
Nel 2026, l'Italia nega ancora il diritto di diventare mamma a migliaia di donne. A causa di una legge ferma al 2004, l'accesso alla procreazione medicalmente assistita è un diritto a metà, discriminatorio e ingiusto.
È il momento di cambiare. Insieme.
Oggi, diventare madri in Italia dipende dal proprio stato civile o dall'orientamento sessuale. Se sei una donna single o sei in una coppia di donne, la legge ti ignora.
Questa discriminazione non è più tollerabile.
La genitorialità non deve essere un privilegio riservato solo a chi ha i mezzi economici per affrontare costosi e faticosi viaggi all'estero. Il desiderio di famiglia non può avere confini, né classi sociali.
L'attuale normativa impone un limite ideologico che nega la realtà della nostra società. Ecco chi viene discriminato oggi.
Una donna single non può accedere alla PMA in Italia, anche se economicamente e psicologicamente pronta a diventare madre.
Le coppie di donne sono escluse dalla PMA, costrette a viaggiare all'estero per realizzare il desiderio di genitorialità.
Le persone che non rientrano nelle patologie e condizioni attualmente previste dalla legge, anche quando vi sia un'indicazione medica al ricorso alla PMA.
«Non è accettabile che lo Stato decida chi ha il diritto di amare e di accudire.»
La scienza è a disposizione di tutti, ma la legge italiana la riserva a pochi.
La Legge 40 nasce come una norma fortemente restrittiva. Nel tempo, molte delle sue parti più rigide sono state cancellate o corrette grazie ai ricorsi dei cittadini, al lavoro di associazioni e avvocati, e agli interventi della Corte costituzionale.
Cade l'obbligo di creare al massimo tre embrioni e di impiantarli tutti contemporaneamente. Il medico torna a poter valutare caso per caso, con la salute della donna al centro. Si apre anche alla crioconservazione degli embrioni quando necessaria.
Cade il divieto assoluto di fecondazione eterologa. Fino a quel momento, molte coppie erano costrette ad andare all'estero per poter accedere a queste tecniche.
Cancellato il divieto di accesso alla PMA e alla diagnosi genetica preimpianto per le coppie fertili portatrici di gravi malattie genetiche trasmissibili.
La Corte costituzionale riconosce il diritto dei figli nati da PMA all'interno di un progetto genitoriale condiviso tra due donne a essere riconosciuti fin dalla nascita da entrambe le madri.
La Corte ribadisce che non esistono ostacoli costituzionali a un'estensione dell'accesso alla PMA a donne single e coppie di donne da parte del Parlamento.
Questi passaggi mostrano una cosa chiara: la Legge 40 non è immobile. È già cambiata, più volte, perché la realtà delle persone ha reso evidenti le sue contraddizioni e discriminazioni.
L'articolo 5 continua a escludere donne single e coppie di donne dall'accesso alla PMA in Italia. Una discriminazione che oggi non ha più giustificazioni e che continua a produrre disuguaglianze concrete.
L'Associazione Luca Coscioni si batte per rimuovere gli ostacoli legali che impediscono la piena libertà riproduttiva. Vogliamo che la PMA sia accessibile a ogni donna, garantendo:
Fine delle distinzioni basate sull'orientamento sessuale o sullo stato civile.
Basta "viaggi della speranza" all'estero. Il percorso deve iniziare e concludersi nel proprio Paese.
Ogni persona deve essere libera di autodeterminare la propria genitorialità.
Bastano pochi minuti con SPID o CIE. La tua firma serve a portare la proposta in Parlamento.